1 novembre 2013

Abbey


                                                                                                                                               
Abbey è una nostra piccola allieva di razza Kromfohrlander di 4 mesi. Questa razza, poco conosciuta, è stata creata in Germania.
A questo link
troverete lo standard

3 giugno 2013

De bello gallico



Prefazione
Ultimamente, la cinofilia sta attraversando un periodo burrascoso come non mai prima d’ora.

C’era da aspettarselo!

Si perché, visto come è fatto l’uomo e vista la rapidità con cui lo studio del cane ha prodotto nuove opinioni, nuove dottrine, nuovi modi di concepire il cane e nuovi metodi di applicazioni cinotecniche, era facile prevedere lo scossone (metaforicamente parlando) che oggi sta turbando la serenità di quanti sono coinvolti a vario titolo, nel variegato universo cinofilo.

L’uomo , si sa, è litigioso, molto territoriale, poco avvezzo alla condivisione e allo scambio, strenuo difensore delle proprie conquiste, un filo aggressivo e minaccioso verso l’estraneo, tende al predominio delle proprie convinzioni e a volte molto chiassoso.

Lo sappiamo, l’uomo tendenzialmente è così; l’uomo ha problemi comportamentali dovuti alla sua natura insicura!

Da questo assunto ne consegue che se l’ambiente in cui vive l’homo sapiens ( in questo caso mi riferisco all’ambiente culturale) muta troppo rapidamente, o al contrario rimane troppo indietro rispetto alla naturale evoluzione dei tempi, egli va in stress e abbaia d’anticipo.

Ecco perché oggi in cinofilia assistiamo ad un grande abbaiarsi contro

Troppe novità, troppe idee vecchie, troppe innovazioni, troppi conservatorismi, troppi arroccamenti, troppi baluardi, troppi neologismi, troppe muffe, troppe sponde, troppi territori da difendere, troppi dubbi, troppe certezze, troppi disturbatori, troppi guru Tutto ciò produce una tale instabilità sociale, una tale incertezza, una tale insicurezza, da dare il via all’abbaio generale.

Genesi del “de bello gallico”

Nascita dei primi contendenti

1) Come succede spesso quando i processi intellettuali si spingono rapidamente verso sponde nuove e ancora poco espolorate, in ambito cinofilo si stanno formando delle derive ideologiche innovative a carattere estremistico ed integralista che poco hanno a che vedere con la pragmaticità quotidiana del vivere col cane e men che meno con la reale essenza dell'animale.

Queste ideologie "ipergentiliste"o "iperbuoniste" esulano da una visione etologica realistica del cane e, nell'ottica del tutto si evolve tutto si trasforma, giocando la carta del "E' VERO TUTTO, MA ANCHE IL CONTRARIO DI TUTTO" vogliono stravolgere le fondamenta basilari della relazione col cane, sulle quali si costruisce e si concretizza quotidianamente la cinofilia etica, etologica, pratica e rispettosa dell'identità del cane.

Se da un lato è pur vero che tutto si evolve e tutto si trasforma, dall'altro è altrettanto vero che, nella relazione col cane, esistono dei punti fermi dai quali non si puo' prescindere.

I difensori del “suolo natio”

2) I punti fermi dai quali non si può prescindere derivano dallo studio e dalla conoscenza del cane, dall’etologia, dalla sperimentazione pratica delle teorie applicate nella vita quotidiana col cane, da una lettura dei risultati ottenuti possibilmente realistica e di buon senso e che sia scevra da visioni fantasiose e pindariche della realtà canina.

Paladini di questa visione realistica del mondo canino, si ergono gli stoici difensori dell’addestramento classico diventando essi stessi integralisti per contrastare i brucianti assalti della new age cinofila frikkettonalternativa.

Ecco l’origine della guerra in corso da qualche anno tra coloro che professionalmente si occupano di educazione e addestramento del cane.

Tra queste due categorie, che ormai sono diventate fazioni, è in atto una vera e propria guerra intestina atta a conquistare, chi su un versante chi sull’altro, il riconoscimento universale quale unica vera ed indiscutibile categoria qualificata per intervenire sul cane in modo “rispettoso”.

E questa guerra viene portata avanti da ambedue gli schieramenti (addestratori classici e gentilisti estremisti dell'ultima generazione) senza esclusione di colpi, più o meno bassi, sostanzialmente per accaparrarsi il consenso del vasto pubblico e, conseguentemente, clienti!

E la battaglia si combatte su argomenti quali:

oggetti

- collare vs pettorina –

- clicker vs approvazione verbale –

- guinzaglio lungo vs guinzaglio corto –

- pallina vs bocconcino –

- kennel vs divano –

e amenità varie

metodi

- gentile vs classico –

- cognitivo zooantropologico vs gentile –

- classico vs zooantropologico e gentile -

- chipiùnehapiùnemetta vs tuttoilresto

e vice versa

filosofie

- non si può dire NO al cane vs si DEVE

- non si può usare il termine PADRONE vs chiamalo come ti pare basta che ci capiamo sull’uso del termine

- non si può fare sport col cane vs fagli fare qualcosa ma faglielo fare

- il cane non si deve ADDESTRARE vs ma non ti accorgi che già il “seduto” è un addestramento?

- non bisogna usare bocconcini per premiare il cane vs perché no?

- Non bisogna dare ordini al cane vs facciamo che scelga lui cosa fare?

- Non dobbiamo pretendere che il cane obbedisca vs il cane non conosce e non è fatto per una società democratica

- il cane impara vivendo con me vs il cane deve essere tenuto sotto controllo

Ognuna di queste argomentazioni è sostenuta da granitiche certezze e portata avanti con rigoroso e schematico protocollo, infangando all'occorrenza professionisti antagonisti con tanto di nomi e cognomi, e insieme a loro, infangando la cinofilia tutta che, grazie alla scarsa etica deontologica e professionale dei loro componenti, ne esce vituperata e sconfitta nell'onore e negli scopi.

La mia modestissima opinione, in tutto questo battibeccare, è che le uniche cose certe di cui hanno bisogno TUTTI i cani sono:

- sentirsi parte integrante di un gruppo.

- ricevere regole, limiti e direttive.

- veder soddisfatti i suoi bisogni primari e secondari.

- avere una guida sicura che gli mostri il cammino.

- avere certezze, sicurezza, protezione.

- avere una figura di riferimento che gli infonda fiducia, calore e serenità

- sentirsi utile e avere qualcosa da fare.

- ricevere amore e rispetto.

- ricevere un’educazione adeguata al suo carattere.

- svagarsi, socializzare, giocare.

- relazionarsi in modo soddisfacente con i membri famigliari

- ricevere un insegnamento (gratificante) che lo renda abile ad obbedire*** quando richiesto.

Tutto il resto è materia opzionale, opinabile, adattabile, trasformabile, modellabile ma non per questo foriera di velelità bellicose.

***Sulla parola OBBEDIRE poteremmo aprire un altro capitolo bellico.

Per gli integralisti del dissenso la parola OBBEDIRE non suona per niente politically correct quindi viene bandita ufficialmente così come viene ufficialmente considerato riprovevole il fatto che il cane OBBEDISCA. (povero Garibaldi)

Per gli addestratori classici invece il termine risulta INDISPENSABILE

E questo è sufficiente per leggere e scrivere fiumi di simpatiche carinerie su questo o quel componente del gruppo bellico o dello schieramento nemico.

Piccola nota di redazione.

(Quando chiedi qualcosa al tuo cane e ti aspetti che il tuo cane lo faccia, in realtà ciò che gli hai chiesto era un ordine e se il tuo cane ti ha ascoltato in realtà ti ha obbedito.

Si può dare un ordine gentilmente o arbitrariamente, si può obbedire gioiosamente o rassegnati. Ciò non toglie che le parole abbiano un loro preciso significato, sia che il termine ci sia simpatico che no!

e io sono una figura di riferimento affidabile devo saper dare ordini al mio cane, per proteggerlo, per farlo sentire sicuro, per evitargli dei guai all’occorrenza.

Se il mio cane è ben adattato, sarà capace e felice di obbedire.)

Continuare sulla strada delle posizioni rigide e chiuse non giova a nessuno, tantomeno alla cinofilia, la quale essendo un settore in cui il protagonista è il cane, non sopporta schemi o rigidi metodi da applicare perché il cane è un individuo e come tale, l’uno è diverso dall'altro.

Diverso nella personalità, nel carattere, nella biochimica, nei comportamenti, nell’affettività, nella socialità, nella tempra, nel temperamento, nel vissuto.

Se un educatore cinofilo, un addestratore, un istruttore, un professionista che si occupa di benessere del cane ritiene incontestabilmente vero che ogni cane sia un individuo senziente ed unico, capisce da sé che le guerre di fazione sono quantomeno ridicole perché, salvo i punti fermi imprescindibili,

- Non esiste un metodo applicabile rigidamente a tutti i cani!

- Non esiste una filosofia che non sia stata confermata da un cane e al contempo smentita da un altro!

- Non esiste strumento, oggetto o ausilio che si possa applicare a qualsiasi cane, così come non esiste oggetto strumento o usilio che NON sia applicabile a nessun cane! (parlo di strumenti leciti)

Credo sarebbe utile trovare un punto d’incontro comune a tutti tenendo i piedi per terra, cioè il benessere (quello vero) del cane e poi che ognuno lavori secondo scienza e coscienza, saranno i fatti poi a dimostrare le teorie e non le guerre.











13 maggio 2013

Un tot al chilo


La notizia è questa

Bergamo, obbligo di cane a misura di padrone
Lo prevede una recente ordinanza del Comune di Rota Imagna che regolamenta "il rapporto tra la popolazione umana e le specie canine domestiche"
Se il cane è grosso anche il padrone che lo porta a spasso lo deve essere. E' quanto prevede in sostanza una recente ordinanza del Comune di Rota Imagna, in provincia di Bergamo, che entrerà in vigore dal primo giugno e che regolamenta "il rapporto tra la popolazione umana e le specie canine domestiche". Per chi non si attiene alle "misure di legge", sono previste multe dai 25 ai 150 euro.
Come racconta "L'Eco di Bergamo", nel testo si legge infatti che è "fatto divieto assoluto di consentire la libera circolazione dei cani, senza la presenza di un conduttore di una corporatura e un peso proporzionato alla mole dell'animale".



Per rimarcare come cani e padroni a Rota di Imagna, debbano "per legge" assomigliarsi, troviamo anche il regolamento che stabilisce l'uso di guinzaglio e museruola. L'ordinanza obbliga infatti i padroni a tenere conto dei pesi reciproci: "Il conduttore deve avere una corporatura e un peso proporzionati". Dunque: tanti chili l'uno, altrettanti l'altro.

  
Questo è il mio commento:
E' ormai risaputo che in Italia la cultura cinofila è a livelli scarsissimi rispetto ad altri paesi Europei molto più evoluti del nostro.

Questo però non dovvrebbe fungere da alibi per abbassare ulteriormente il livello di conoscenza del cane, incentivando e perpetrando, di fatto, l'ignoranza di come si inserisce correttamente un cane  in società e di come ci si relaziona con lui per ottenere un cane ben educato.

Questa ordinanza oscurantista e retrograda, si basa sulla convinzione medievale che, il cane, per essere "ben gestito", debba, al bisogno, poter essere zavorrato da una inerte massa corporea proporzionata che, sfruttando le leggi della fisica e meccanica, sia in grado di opporre resistenza nel caso in cui un'inopinata e sollecita trazione possa partire dall'altro capo del guinzaglio.
 Ohibo'
Questa ordinanza ci riporta indietro di qualche anno alla famigerata lista nera delle razze pericolose.
Stessa concezione sbagliata del cane e del proprietario.
Forse questa amministrazione comunale non sa che la cinofilia si è evoluta già da tempo.
Forse questa amministrazione comunale non sa che per gestire bene un cane non occorre la forza bruta bensi l'intelligenza.
Forse questa amministrazione comunale non sa che su  questa ordinanza potrebbe ricadere il dubbio di incostituzionalità.
Si perchè oltre all'ignoranza di come si gestisce correttamente un cane, l'amministrazione comunale PRESUME che, se io non ho un peso corporeo adeguato a quello del cane, posso causare dei danni agli altri e quindi mi multa.
Mi multa a prescindere!
Mi multa per un danno che non ho mai causato e che molto probabilmente mai causerò!
Mi multa per un reato ipotetico che non sussiste!
Mi multa solo per una presunzione di inadeguatezza a contrastare corporalmente il mio cane.
Se sono in grado di gestire il mio cane di 70 chili e io ne peso 45, se vado a spasso col mio cane pacificamente, che fastidio ti dò?
Perchè mi vorresti multare?
Ma stiamo scherzando?
Roba che, solo a sentirla, in un paese democratico e civile farebbe rabbrividire.
Non è il "tot a chilo" a fare la differenza tra un cane ben socializzato, ben gestito, ben educato e un cane che non lo è!
Non è zavorrando il cane che si risolvono i problemi di un cane non socializzato e maleducato.
Non è zavorrando il cane che si evitano guai.
Infatti se un cane vuole, riesce a fare danni anche portandosi appresso la zavorra.
Chi non ha mai assistito a scene penose di uomini nerboruiti o donne che non possiamo definire esili, trascinati senza ritegno da cagnetti di 10 chili che furiosamente si scagliano verso qualsiasi animale della propria o di altra specie che abbiano la sventura di attraversare il loro cammino?
Invece di emettere ordinanze strampalate e ai limiti della costituzionalità
Sarebbe più utile istituire un patentino cinofilo!
Sarebbe più utile richiedere il superamento di esami o prove di "buona cittadinanza" come ad esempio il CAE1!
Sarebbe più utile istituire corsi cinofili a caricodell'amministrazione comunale e gratutiti per la cittadinanza.
Sarebbe più utile tanto altro!
E' ben altro a fare di un cane un cane ben inserito nella società umana.
Lascio all'amministrazione comunale di Rota Imagna il compito di scoprire cos'è



9 gennaio 2013



  Un cane che non vuole essere avvicinato è un cane che ha dei problemi da risolvere.
In attesa che la sua socialità migliori, questo segnale potrebbe risultare utile ad evitare spiacevoli inconvenienti a sè e agli altri.