24 marzo 2014

Ciao Maya

Maya, in silenzio, senza troppo rumore, rispettosamente, come era il tuo modo di essere, te ne sei andata. Il vuoto che lasci però fà un tremendo rumore e brucia più del fuoco.
I giochi, le corse, gli sguardi, le carezze, tutte le cose fatte insieme, non ci saranno più.
E questo brucia.
La tua dolcezza infinita, la tua bontà senza limiti, la tua sensibilità impareggiabile, non ci saranno più.
E questo brucia.
Tu non ci sarai più, mentre tutto invece continuerà a parlare di te.
E questo brucia.
Questo è il prezzo che il distacco chiede all'amore.
E l'amore per te non poteva essere che un amore speciale.
Vai adesso Maya, non avere paura, vai verso un luogo dove non esiste dolore, vecchiaia, tristezza Noi piano piano ti lasceremo andare ed impareremo ad asciugar le lacrime.
Vai Maya, vai là dove troverai solo sorrisi, allegria, corse, giochi e tante palline.
Vai dolce Maya e aspettaci, tanto lo sai che non ti dimenticheremo mai e il tuo ricordo sarà sempre con noi
Ciao Patata

6 novembre 2013

Dominanza, mito o tabù?

Ultimamente, nei salotti cinofili, parlare di dominanza, intesa come espressione di rango sociale tra cani o tra lupi è diventato un fatto a dir poco sconveniente se non addirittura esecrabile.
La parola stessa avrebbe assunto nel tempo, attraverso l’elaborato apporto degli antropomorfismi culturali umani, connotazioni talmente torve, losche e cattive da portare il cinofilo new age e molto politically correct a negare l’evidenza della sua funzione e l’inconfutabilità della sua esistenza all’interno della specie canina e/o lupina
Questo sta portando la cinofilia a stravolgere in buona parte il senso e l’importanza della dominanza e della sottomissione intese come strategie sociali apportatrici di equilibrio, stabilità e benessere nei nuclei composti da individui predatori, relazionalmente evoluti, intimamente coesi e dotati di linguaggio articolato, preciso e chiaro.
Prima di proseguire vorrei fare un po’ di chiarezza nei termini

Primo vocabolo tabù

- DOMINANZA -
Volendo dare una definizione parziale e cattiva al termine, il più cattivo che possiamo appioppargli è questo:
*** "Capacità di ottenere privilegi e difenderli quando necessario!”

(*** Proseguendo, quando parlerò di dominanza mi riferirò unicamente a questa parte di significato)

Per far ciò l'individuo usa posture alte e comportamenti ritualizzati, di fronte ai quali gli individui geneticamente predisposti ad occupare un rango inferiore si sottomettono.
L'individuo dominante può al limite ANCHE ricorrere a comportamenti d'aggressione, ove la ritualizzazione fallisse, questi comportamenti sono detti, in tal caso, comportamenti competitivi o gerarchici.
Vorrei chiarire che , questi comportamenti aggressivi vengono usati assai raramente, perché la dominanza nel linguaggio lupino e canino è principalmente sinonimo di equilibrio, stabilità e mancanza di scontri conflittuali per la gestione delle risorse.

SE TUTTO FILA LISCIO,LA DOMINANZA COMEINTENZIONE DI FAR VALERE I PROPRI PRIVILEGI NON VIENE MAI ESERCITATA!

Inoltre vorrei ricordare che l’individuo dominate non ha solo privilegi nel gruppo, ma ha anche e soprattutto doveri e responsabilità.
Quindi l’individuo dominante è un individuo dotato anche grandi doti carismatiche, psichiche, strategiche e diplomatiche.
Questo non toglie che quando, dove e come, l’individuo Alpha, volesse far valere i propri privilegi e la sua supremazia, ne abbia facoltà di farlo.

Secondo vocabolo tabù

- SOTTOMISSIONE -
La capacità da parte del sottoposto di bloccare l'aggressione prima che avvenga o durante l'attacco , mediante il ricorso a posture (tipicamente basse), mimiche e rituali non aggressivi, che fungono da segnale di calma immediata.

DOMINANZA - SOTTOMISSIONE (attiva, passiva ecc)
sonon vocaboli che vanno di pari passo.

Esistono individui geneticamente predisposti alla dominanza rispetto ad altri che non lo sono.

Ben lo sanno coloro i quali hanno catalogato i vari componenti di un gruppo con le lettere dell’alfabeto (Alpha, beta, gamma, ecc.)
Sebbene le dinamiche relazionali, all’interno di un gruppo, siano appunto dinamiche e non statiche, comunque sia, esistono valori gerarchici precisi e compiti da svolgere, diversi, secondo le varie predisposizioni e capacità acquisite o genetiche.

Ma all’homo sapiens modernus buonistus il vocabolo DOMINANZA non piace, non è simpatico ed evoca immagini circensi con frusta e forcone
Allora?
Allora si è cercato qualcosa che avvallasse il fatto che la dominanza non esiste!

In relazione a questo, molte ricerche sono state avviate per cercare di negare l’esistenza della dominanza come espressione di rango sociale all’interno dei gruppi dei lupi.

Le conclusioni che ne sono uscite, in realtà a mio avviso poco obiettive, non sono mai state in grado di negare realmente l’esistenza della dominanza tra membri dello stesso gruppo sociale. Anzi

Faccio un riassunto, molto riassunto, di come sono andati fino ad ora gli studi sui lupi


Le prime conclusioni, estratte da studi di nuclei di lupi in semi-cattività hanno evidenziato che la dominanza come "capacità di mantenere privilegi" e difenderli OVE E QUANDO NECESSARIO, esisteva e veniva esercitata, anche se raramente, quando le ritualizzazioni fallivano il loro compito. o quando c'era scarsità di cibo o di territorio o vicinanza di nuclei famigliari diversi

In relazione a questo subito è partita la polemica che questi studi erano fatti sui lupi in cattività, quindi non erano da ritenersi attendibili perché non rispondenti a situazioni di vita selvatica, unica condizione necessaria, secondo i fautori della polemica, per ottenere risultati attendibili.
Tra le altre cose, la situazione di cattività dei lupi in questi studi, si avvicina molto al contesto in cui vivono i nostri cani oggi; cattività, vicinanza di individui appartenenti a nuclei estranei, promiscuità di territorio ecc. quindi, se gli studi sui lupi dovevano servire a capire di più i nostri cani, quale situazione sarebbe stata migliore di questa?
E tra le altre cose, dove si dovrebbe esprimere la dominanza, come potenzialità equilibratrice di un nucleo sociale, se non in situazioni portatrici di stress esistenziale? Ma andiamo avanti
Allora ecco che altri studiosi sono partiti e hanno studiato i nuclei selvatici.
E, miracolo, i lupi non esercitavano più la dominanza!
Ma davvero?
Forse perché vivevano in nuclei famigliari composti da cuccioli e femmine imparentate?
Forse perché avevano cibo a sufficienza e non avevano competitori sociali minacciosi?
Forse perché il primo nucleo competitore estraneo che potevano trovare viveva a centinaia di km di distanza?
Forse perché vivevano in coppie stabili e collaudate?
Con chi dovevano esercitare la dominanza?
Con gli adolescenti indisciplinati?
Si grazie!
Peccato però che i cuccioli a poche settimane di vita avevano imparato dalla madre (e nemmeno tanto gentilmente) la gerarchia alimentare, l'inibizione del morso e la sottomettersi come strategia primaria per ottenere privilegi!
All'interno dei nuclei famigliari selvatici il cucciolo di lupo impara prestissimo a non scassare i marroni, impara prestissimo a cosa serve la sottomissione e a rispettare le regole, almeno fino all'adolescenza, periodo in cui, guarda caso, i maschi, o se ne vanno spontaneamente dal gruppo, o vengono gentilmente allontanati.
Chissà perché poi?
Per farsi una nuova famiglia rendendosi la vita complicata, piena di insidie e rischi?
Perché?
Se la dominanza intesa come capacità di ottenere privilegi e difenderli quando necessario non esistesse, non sarebbe meglio per l’adolescente restare nel gruppo di appartenenza senza attriti, scontri o DOMINANZE varie?
Quindi?
Se in un gruppo che viene osservato non esiste l’opportunità che una delle espressioni di dominanza venga esercitata, (capacità di mantenere e difendere un privilegio) vuol dire che le regole della dominanza non esistono?
No!
Vuol solo dire che in quelle occasioni e in quell’ habitat e in quelle condizioni, la dominanza, non ha ragione di esprimersi.
La dominanza esiste, ha un suo perchè, viene adoperata dai vari membri che ne hanno facoltà, principalmente per mantenere gli equilibri ma dove e quando ve ne fosse necessità anche per ribadire privilegi, supremazie e quant'altro!

La dominanza e la sottomissione sono strategie che servono per mantenere stabilità nel gruppo e per evitare contrasti inutili tra i membri.
Non è l’unica strategia, non è l’unico modo di rapportarsi, non è l’unico linguaggio, sia ben chiaro, il linguaggio canino si concretizza con tantissimi altri comportamenti, mimiche, ritualizzazioni, ma qui stiamo parlando di ridare dignità e senso alla DOMINANZA e al suo esatto contrario SOTTOMISSIONE quindi parliamo solo di quello!

E per dirla tutta sono convinta che se la dominanza tra cani non esistesse, non esisterebbe allora nemmeno tutto quell'ambaradan di segnali pacificatori (o di calma come dir si voglia) che essendo segnali, appunto, sono rivolti indubbiamente solo ed unicamente agli altri componenti cospecifici del nucleo di appartenenza, per permettere una lettura articolata delle proprie intenzioni o stati d'animo, all'interno di una struttura dove le gerarchie esistono pur non essendo statiche e stabili.

Se lo status sociale ed il relativo esercizio dello stesso (compresa l'opzione dominanza) non esistesse, non avrebbe senso mantenere all'interno di un gruppo, evidentemente allora statico e democratico, un sistema tanto sofisticato di comunicazione delle intenzioni pacifiche e di sottomissione.

Basterebbe chiedersi come mai, se non vi fosse alcuna possibilità che un altro componente di un gruppo faccia valere il suo status gerarchico, un individuo avrebbe il disturbo di imparare, esercitare, ed esprimere un linguaggio diplomatico così articolato, complicato, ricco di sfumature e dispendioso di energie per pacificare qualcuno che non avrebbe la benchè minima intenzione di esercitare (nemmeno quando necessario) la dominanza."
Dominanza o sottomissione nel linguaggio canino significano equilibrio.
Sono necessari alla stabilità sociale e negarne l'esistenza è negare l'evidenza.

Detto ciò non significa che i segnali di pacificazione vengano emessi solo in questioni relative agli status sociali, ma partono e si generanno da quelli.
Non esistesse la dominanza o la sottomissione non esisterebbero i segnali di pacificazione, indispensabili nei gruppi sociali evoluti e numerosi.
Cosa che non esiste tra le volpi per esempio, essendo esse animali solitari


Un capitolo a parte dovrebbe essere dedicato alla questione dominanza-sottomissione relativa alla convivenza cane-uomo, ma, molto brevemente accenno ugualmente all'argomento.

Partendo dal presupposto che il cane il concetto di dominanza e di sottomissione c'è l'ha nel DNA e che lo esercita principalmente coi suoi simili,

che dominanza e sottomissione sono due comportamenti posti agli antipodi tra loro ma strettamente dipendenti uno dall'altro, va da sè che se vogliamo legittimare la prima, nel rapporto uomo cane, dobbiamo ammettere che esista anche la seconda...e che soprattutto, dominanza e sottomissione, per essere tali, dovrebbero necessariamente essere esercitati e posti in essere da entrambi i soggetti del branco misto...

Siccome Il concetto di dominanza-sottomissione nel cane è un concetto molto articolato e sofisticato che prevede, nella sua espressione, una serie di comportamenti complessi e protratti nel tempo e siccome l'uomo è un primate che si comporta in maniera totalmente diversa dal cane, con atteggiamenti, posture, linguaggi e segnali a volte diametralmente opposti a quelli della comunicazione canina, nella relazione tra cane e uomo, non possiamo parlare di concetti quali dominanza-sottomissione, poichè  queste differenze sostanziali tra le due specie non permettono lo svolgimento lineare e fluido di tutte le parti che compongono il puzzle delle interazioni sociali specie specifiche necessarie per definire gli status gerarchici.

Detto questo, sono altresì convinta che nel cane esistano talvolta comportamenti rivolti all'uomo, che esprimono l'intenzione di porsi al vertice del gruppo misto e che questi segnali vengano manifestati all'uomo con posture, mimiche  ed atteggiamenti identici a quelli espressi con i propri conspecifici (essendo questo l'unico linguaggio logico ed etologico che conosce il cane)Ovvero, nella mente del cane il concetto di dominanza "esisterebbe" anche per la relazione con l'uomo, ma di fatto non si può esprimere in maniera totale perché l'uomo non si comporta come il cane....

Perché ho scritto l’articolo?
Perché osservo da decenni i cani, perché ho studiato gli studi degli studiosi, perché ho osservato per cinque anni i cani rinselvatichiti in sardegna e perché la cinofilia ultimamente sta diventando un po’ troppo “tarallucci e vino” la dominanza tra cani esiste eccome se esiste! In alcuni casi si esprime, in altri è solo potenziale, ma negarne l'esistenza non è portare avanti una cultura cinofila obiettiva.

1 novembre 2013

Abbey


                                                                                                                                               
Abbey è una nostra piccola allieva di razza Kromfohrlander di 4 mesi. Questa razza, poco conosciuta, è stata creata in Germania.
A questo link
troverete lo standard

3 giugno 2013

De bello gallico



Prefazione
Ultimamente, la cinofilia sta attraversando un periodo burrascoso come non mai prima d’ora.

C’era da aspettarselo!

Si perché, visto come è fatto l’uomo e vista la rapidità con cui lo studio del cane ha prodotto nuove opinioni, nuove dottrine, nuovi modi di concepire il cane e nuovi metodi di applicazioni cinotecniche, era facile prevedere lo scossone (metaforicamente parlando) che oggi sta turbando la serenità di quanti sono coinvolti a vario titolo, nel variegato universo cinofilo.

L’uomo , si sa, è litigioso, molto territoriale, poco avvezzo alla condivisione e allo scambio, strenuo difensore delle proprie conquiste, un filo aggressivo e minaccioso verso l’estraneo, tende al predominio delle proprie convinzioni e a volte molto chiassoso.

Lo sappiamo, l’uomo tendenzialmente è così; l’uomo ha problemi comportamentali dovuti alla sua natura insicura!

Da questo assunto ne consegue che se l’ambiente in cui vive l’homo sapiens ( in questo caso mi riferisco all’ambiente culturale) muta troppo rapidamente, o al contrario rimane troppo indietro rispetto alla naturale evoluzione dei tempi, egli va in stress e abbaia d’anticipo.

Ecco perché oggi in cinofilia assistiamo ad un grande abbaiarsi contro

Troppe novità, troppe idee vecchie, troppe innovazioni, troppi conservatorismi, troppi arroccamenti, troppi baluardi, troppi neologismi, troppe muffe, troppe sponde, troppi territori da difendere, troppi dubbi, troppe certezze, troppi disturbatori, troppi guru Tutto ciò produce una tale instabilità sociale, una tale incertezza, una tale insicurezza, da dare il via all’abbaio generale.

Genesi del “de bello gallico”

Nascita dei primi contendenti

1) Come succede spesso quando i processi intellettuali si spingono rapidamente verso sponde nuove e ancora poco espolorate, in ambito cinofilo si stanno formando delle derive ideologiche innovative a carattere estremistico ed integralista che poco hanno a che vedere con la pragmaticità quotidiana del vivere col cane e men che meno con la reale essenza dell'animale.

Queste ideologie "ipergentiliste"o "iperbuoniste" esulano da una visione etologica realistica del cane e, nell'ottica del tutto si evolve tutto si trasforma, giocando la carta del "E' VERO TUTTO, MA ANCHE IL CONTRARIO DI TUTTO" vogliono stravolgere le fondamenta basilari della relazione col cane, sulle quali si costruisce e si concretizza quotidianamente la cinofilia etica, etologica, pratica e rispettosa dell'identità del cane.

Se da un lato è pur vero che tutto si evolve e tutto si trasforma, dall'altro è altrettanto vero che, nella relazione col cane, esistono dei punti fermi dai quali non si puo' prescindere.

I difensori del “suolo natio”

2) I punti fermi dai quali non si può prescindere derivano dallo studio e dalla conoscenza del cane, dall’etologia, dalla sperimentazione pratica delle teorie applicate nella vita quotidiana col cane, da una lettura dei risultati ottenuti possibilmente realistica e di buon senso e che sia scevra da visioni fantasiose e pindariche della realtà canina.

Paladini di questa visione realistica del mondo canino, si ergono gli stoici difensori dell’addestramento classico diventando essi stessi integralisti per contrastare i brucianti assalti della new age cinofila frikkettonalternativa.

Ecco l’origine della guerra in corso da qualche anno tra coloro che professionalmente si occupano di educazione e addestramento del cane.

Tra queste due categorie, che ormai sono diventate fazioni, è in atto una vera e propria guerra intestina atta a conquistare, chi su un versante chi sull’altro, il riconoscimento universale quale unica vera ed indiscutibile categoria qualificata per intervenire sul cane in modo “rispettoso”.

E questa guerra viene portata avanti da ambedue gli schieramenti (addestratori classici e gentilisti estremisti dell'ultima generazione) senza esclusione di colpi, più o meno bassi, sostanzialmente per accaparrarsi il consenso del vasto pubblico e, conseguentemente, clienti!

E la battaglia si combatte su argomenti quali:

oggetti

- collare vs pettorina –

- clicker vs approvazione verbale –

- guinzaglio lungo vs guinzaglio corto –

- pallina vs bocconcino –

- kennel vs divano –

e amenità varie

metodi

- gentile vs classico –

- cognitivo zooantropologico vs gentile –

- classico vs zooantropologico e gentile -

- chipiùnehapiùnemetta vs tuttoilresto

e vice versa

filosofie

- non si può dire NO al cane vs si DEVE

- non si può usare il termine PADRONE vs chiamalo come ti pare basta che ci capiamo sull’uso del termine

- non si può fare sport col cane vs fagli fare qualcosa ma faglielo fare

- il cane non si deve ADDESTRARE vs ma non ti accorgi che già il “seduto” è un addestramento?

- non bisogna usare bocconcini per premiare il cane vs perché no?

- Non bisogna dare ordini al cane vs facciamo che scelga lui cosa fare?

- Non dobbiamo pretendere che il cane obbedisca vs il cane non conosce e non è fatto per una società democratica

- il cane impara vivendo con me vs il cane deve essere tenuto sotto controllo

Ognuna di queste argomentazioni è sostenuta da granitiche certezze e portata avanti con rigoroso e schematico protocollo, infangando all'occorrenza professionisti antagonisti con tanto di nomi e cognomi, e insieme a loro, infangando la cinofilia tutta che, grazie alla scarsa etica deontologica e professionale dei loro componenti, ne esce vituperata e sconfitta nell'onore e negli scopi.

La mia modestissima opinione, in tutto questo battibeccare, è che le uniche cose certe di cui hanno bisogno TUTTI i cani sono:

- sentirsi parte integrante di un gruppo.

- ricevere regole, limiti e direttive.

- veder soddisfatti i suoi bisogni primari e secondari.

- avere una guida sicura che gli mostri il cammino.

- avere certezze, sicurezza, protezione.

- avere una figura di riferimento che gli infonda fiducia, calore e serenità

- sentirsi utile e avere qualcosa da fare.

- ricevere amore e rispetto.

- ricevere un’educazione adeguata al suo carattere.

- svagarsi, socializzare, giocare.

- relazionarsi in modo soddisfacente con i membri famigliari

- ricevere un insegnamento (gratificante) che lo renda abile ad obbedire*** quando richiesto.

Tutto il resto è materia opzionale, opinabile, adattabile, trasformabile, modellabile ma non per questo foriera di velelità bellicose.

***Sulla parola OBBEDIRE poteremmo aprire un altro capitolo bellico.

Per gli integralisti del dissenso la parola OBBEDIRE non suona per niente politically correct quindi viene bandita ufficialmente così come viene ufficialmente considerato riprovevole il fatto che il cane OBBEDISCA. (povero Garibaldi)

Per gli addestratori classici invece il termine risulta INDISPENSABILE

E questo è sufficiente per leggere e scrivere fiumi di simpatiche carinerie su questo o quel componente del gruppo bellico o dello schieramento nemico.

Piccola nota di redazione.

(Quando chiedi qualcosa al tuo cane e ti aspetti che il tuo cane lo faccia, in realtà ciò che gli hai chiesto era un ordine e se il tuo cane ti ha ascoltato in realtà ti ha obbedito.

Si può dare un ordine gentilmente o arbitrariamente, si può obbedire gioiosamente o rassegnati. Ciò non toglie che le parole abbiano un loro preciso significato, sia che il termine ci sia simpatico che no!

e io sono una figura di riferimento affidabile devo saper dare ordini al mio cane, per proteggerlo, per farlo sentire sicuro, per evitargli dei guai all’occorrenza.

Se il mio cane è ben adattato, sarà capace e felice di obbedire.)

Continuare sulla strada delle posizioni rigide e chiuse non giova a nessuno, tantomeno alla cinofilia, la quale essendo un settore in cui il protagonista è il cane, non sopporta schemi o rigidi metodi da applicare perché il cane è un individuo e come tale, l’uno è diverso dall'altro.

Diverso nella personalità, nel carattere, nella biochimica, nei comportamenti, nell’affettività, nella socialità, nella tempra, nel temperamento, nel vissuto.

Se un educatore cinofilo, un addestratore, un istruttore, un professionista che si occupa di benessere del cane ritiene incontestabilmente vero che ogni cane sia un individuo senziente ed unico, capisce da sé che le guerre di fazione sono quantomeno ridicole perché, salvo i punti fermi imprescindibili,

- Non esiste un metodo applicabile rigidamente a tutti i cani!

- Non esiste una filosofia che non sia stata confermata da un cane e al contempo smentita da un altro!

- Non esiste strumento, oggetto o ausilio che si possa applicare a qualsiasi cane, così come non esiste oggetto strumento o usilio che NON sia applicabile a nessun cane! (parlo di strumenti leciti)

Credo sarebbe utile trovare un punto d’incontro comune a tutti tenendo i piedi per terra, cioè il benessere (quello vero) del cane e poi che ognuno lavori secondo scienza e coscienza, saranno i fatti poi a dimostrare le teorie e non le guerre.











13 maggio 2013

Un tot al chilo


La notizia è questa

Bergamo, obbligo di cane a misura di padrone
Lo prevede una recente ordinanza del Comune di Rota Imagna che regolamenta "il rapporto tra la popolazione umana e le specie canine domestiche"
Se il cane è grosso anche il padrone che lo porta a spasso lo deve essere. E' quanto prevede in sostanza una recente ordinanza del Comune di Rota Imagna, in provincia di Bergamo, che entrerà in vigore dal primo giugno e che regolamenta "il rapporto tra la popolazione umana e le specie canine domestiche". Per chi non si attiene alle "misure di legge", sono previste multe dai 25 ai 150 euro.
Come racconta "L'Eco di Bergamo", nel testo si legge infatti che è "fatto divieto assoluto di consentire la libera circolazione dei cani, senza la presenza di un conduttore di una corporatura e un peso proporzionato alla mole dell'animale".



Per rimarcare come cani e padroni a Rota di Imagna, debbano "per legge" assomigliarsi, troviamo anche il regolamento che stabilisce l'uso di guinzaglio e museruola. L'ordinanza obbliga infatti i padroni a tenere conto dei pesi reciproci: "Il conduttore deve avere una corporatura e un peso proporzionati". Dunque: tanti chili l'uno, altrettanti l'altro.

  
Questo è il mio commento:
E' ormai risaputo che in Italia la cultura cinofila è a livelli scarsissimi rispetto ad altri paesi Europei molto più evoluti del nostro.

Questo però non dovvrebbe fungere da alibi per abbassare ulteriormente il livello di conoscenza del cane, incentivando e perpetrando, di fatto, l'ignoranza di come si inserisce correttamente un cane  in società e di come ci si relaziona con lui per ottenere un cane ben educato.

Questa ordinanza oscurantista e retrograda, si basa sulla convinzione medievale che, il cane, per essere "ben gestito", debba, al bisogno, poter essere zavorrato da una inerte massa corporea proporzionata che, sfruttando le leggi della fisica e meccanica, sia in grado di opporre resistenza nel caso in cui un'inopinata e sollecita trazione possa partire dall'altro capo del guinzaglio.
 Ohibo'
Questa ordinanza ci riporta indietro di qualche anno alla famigerata lista nera delle razze pericolose.
Stessa concezione sbagliata del cane e del proprietario.
Forse questa amministrazione comunale non sa che la cinofilia si è evoluta già da tempo.
Forse questa amministrazione comunale non sa che per gestire bene un cane non occorre la forza bruta bensi l'intelligenza.
Forse questa amministrazione comunale non sa che su  questa ordinanza potrebbe ricadere il dubbio di incostituzionalità.
Si perchè oltre all'ignoranza di come si gestisce correttamente un cane, l'amministrazione comunale PRESUME che, se io non ho un peso corporeo adeguato a quello del cane, posso causare dei danni agli altri e quindi mi multa.
Mi multa a prescindere!
Mi multa per un danno che non ho mai causato e che molto probabilmente mai causerò!
Mi multa per un reato ipotetico che non sussiste!
Mi multa solo per una presunzione di inadeguatezza a contrastare corporalmente il mio cane.
Se sono in grado di gestire il mio cane di 70 chili e io ne peso 45, se vado a spasso col mio cane pacificamente, che fastidio ti dò?
Perchè mi vorresti multare?
Ma stiamo scherzando?
Roba che, solo a sentirla, in un paese democratico e civile farebbe rabbrividire.
Non è il "tot a chilo" a fare la differenza tra un cane ben socializzato, ben gestito, ben educato e un cane che non lo è!
Non è zavorrando il cane che si risolvono i problemi di un cane non socializzato e maleducato.
Non è zavorrando il cane che si evitano guai.
Infatti se un cane vuole, riesce a fare danni anche portandosi appresso la zavorra.
Chi non ha mai assistito a scene penose di uomini nerboruiti o donne che non possiamo definire esili, trascinati senza ritegno da cagnetti di 10 chili che furiosamente si scagliano verso qualsiasi animale della propria o di altra specie che abbiano la sventura di attraversare il loro cammino?
Invece di emettere ordinanze strampalate e ai limiti della costituzionalità
Sarebbe più utile istituire un patentino cinofilo!
Sarebbe più utile richiedere il superamento di esami o prove di "buona cittadinanza" come ad esempio il CAE1!
Sarebbe più utile istituire corsi cinofili a caricodell'amministrazione comunale e gratutiti per la cittadinanza.
Sarebbe più utile tanto altro!
E' ben altro a fare di un cane un cane ben inserito nella società umana.
Lascio all'amministrazione comunale di Rota Imagna il compito di scoprire cos'è