8 aprile 2009

Cani nel terremoto




Fonte:www.corriere.it

MILANO - Si infilano senza timore negli anfratti e nelle fessure più strette, passando fra una trave e un cumulo di macerie. E con il loro fiuto sono in grado di indicare con precisione il punto in cui vi sono persone sepolte che devono essere tratte in salvo. Le drammatiche immagini del terremoto in Abruzzo hanno portato in evidenza anche loro, gli «angeli» a quattro zampe, i cani da catastrofe che in queste situazioni si rivelano più utili di qualunque strumento di rilevazione elettronica.

SQUADRE MOBILITATE - Sono molti, i cittadini di L'Aquila e dei piccoli comuni devastati dal sisma, che probabilmente devono la loro vita a Yuri, Laka, Athos e alle decine di altri cani che in queste ore hanno affiancato i soccorritori nell'opera di salvataggio. Fin dalle ore immediatamente successive ai crolli, sono state una sessantina le unità cinofile impegnate sul campo, dislocate tra il capoluogo e gli altri centri dove sono stati registrati crolli di edifici. La protezione civile e le altre organizzazioni scese immediatamente in campo - dalla Forestale alla Croce Rossa, passando per carabinieri, polizia, guardia di finanza e corpi militari - hanno mobilitato le proprie squadre di ricerca, ben sapendo che la rapidità in questi casi è fondamentale nel decretare le possibilità di successo. E' proprio in questi frangenti che l'uomo ha bisogno di affidarsi al suo più fedele amico, capace di arrivare dove lui mai non potrebbe, e di percepire segnali, suoni e odori che diversamente non sarebbero colti.
CONNUBIO UOMO-CANE - Le unità cinofile impiegate in Abruzzo provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da diverse altre regioni e sono organizzate perlopiù dall'Ucis (Unità cinofile italiane da soccorso), l'organizzazione che raccoglie i diversi gruppi istituzionali e di volontari sparsi sul territorio nazionale. Ogni unità è composta da un cane e dal suo conduttore, che formano un connubio inscindibile, basato soprattutto sulla fiducia reciproca e su una certa capacità di confidenza e di intesa. E' da questa specialissima relazione a due che scaturisce quella sincronia che si rivela spesso determinante nelle situazioni più difficili, quelle in cui si lotta contro il tempo.

NON SERVE IL PEDIGREE - Le razze che vengono utilizzate sono le più diverse: pastori tedeschi, labrador e golden retriever, collie, pastori del Belgio. Per particolari situazioni, come le ricerche in caso di valanghe o in acqua, vengono impiegati anche cani di grossa stazza, come i San Bernardo o i terranova. Ma nelle situazioni in cui il cane affianca l'uomo nelle ricerche, non è indispensabile avere un pedigree: sono diversi i casi di cani impiegati dalle forze dell'ordine che si sono rivelati validi «agenti» pur essendo dei meticci e, in alcuni casi, degli ex trovatelli adottati in un canile o recuperati nel corso di operazioni contro il traffico di cuccioli.

UN GIOCO CHE SALVA VITE - Ed è proprio quando gli animali sono cuccioli che inizia l'addestramento. Come se fosse un gioco: i cani vengono abituati a trovare oggetti, a muoversi su terreni impervi, a utilizzare l'olfatto. Ogni volta che un esercizio viene compiuto nel migliore dei modi, l'animale viene gratificato. E così è indotto a ripeterlo e a farlo sempre meglio. Il gioco diventa via via più difficile e più specializzato. Fino a che l'addestramento - che può durare tra un anno e mezzo e i due anni - sarà completato e il cane, ormai diventato adulto, sarà da quel momento un valido alleato nell'aiuto alle popolazioni in difficoltà.

Alessandro Sala
07 aprile 2009

18 marzo 2009

3 marzo 2009

ATTENZIONE ESCHE AVVELENATE





Ricevo ed inoltro

ATTENZIONE!!!!

SI INVITANO TUTTI IPROPIETARI DEI CANI CHE SOLITAMENTE FREQUENTANO I GIARDINI DI PIAZZA CARBONARI A MILANO AD EVITARE QUESTO LUOGO IN QUANTO QUALCUNO HA SPARSO ESCHE VELENOSISSIME SOTTO FORMA DI BASTONCINI.
PER FAVORE PASSATE PAROLA

29 gennaio 2009

- Il prigioniero di Zenda -


Premessa
La scena questa volta non si svolge al parco, il famoso parco delle meraviglie, ma in un supermercato affollatissimo.
Passiamo al fatto
Alcuni giorni addietro, mentre ero in fila alle casse aspettando il mio turno per pagare la spesa, mi è capitato di ascoltare involontariamente il dialogo in corso tra due signore in fila davanti a me. L'argomento, neanche a dirlo, era di materia cinofila
Probabilmente le chiacchiere tra le due protagoniste erano nate grazie alla presenza di alcune confezioni di cibo per cani nel carrello di una di loro.
La conversazione era già in atto da un po'.
Seguivo l'argomento distrattamente, più per questioni di vicinanza corporea che per interesse,
fino a quando una delle due signore colpì la mia attenzione a causa delle sue parole.
- "Sa, il mio cane non lo porto mai fuori, nemmeno per fare la pipì" "Ci sono troppe malattie in giro e poi vicino a casa mia non ci sono giardini e se gli capitasse di sporcare in strada, poi dovrei raccogliere tutto con il sacchettino e quando ho provato a farlo, poi mi puzzavano le mani!"
Nel sentire queste idiozie, la sua interlocutrice dapprima la guardò stranita, poi tentò di sollevare qualche obiezione, ma l'unico risultato che ottenne fu quello di causare un repentino cambiamento nell' umore della proprietaria del povero cane prigioniero da una vita.
La terribile signora, nel sentirsi disapprovata, si oscurò in viso, corrugò la fronte, socchiuse gli occhi, riempì bene i polmoni e con voce rancida e stridula soffiò fuori dai denti la sua verità:
-"Ma cosa vuole saperne lei. I miei cani li ho sempre tenuti così. Sono sempre stati bene e sono morti di vecchiaia, tutti a 6 o 7 anni, tranne uno che mi è caduto dal balcone! -
:-(
Vi sembra incredibile? Anche a me lo sembrava, ma purtroppo è tutto vero :-(